Archive for the ‘sicurezza’ Category

Il compito di porte e finestre è proteggere l’uomo e i suoi beni in trasparenza.

Monday, February 9th, 2009

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Nella scelta di un serramento oggi come non mai si rincorrono l’estetica, il risparmio energetico, il prezzo competitivo e la bassa manutenzione.
Ora però vogliamo parlare noi, soffermandoci su alcune realtà che fanno riflettere.
L’ESTETICA è un valore discutibile, che segue le tendenze del momento, soggettivo per definizione. Un’assurdità è che nel mercato dei serramenti vengano proposti materiali che imitano le caratteristiche estetiche di altri: legno verniciato che imita l’acciaio, pvc che imita il legno e l’alluminio, o ancora alluminio simil acciaio per citarne alcuni.
In realtà, per ottenere la soluzione migliore, ogni materiale deve essere impiegato in base alle caratteristiche estetiche e meccaniche che gli sono proprie.

IL RISPARMIO ENERGETICO: il trend del momento è l’infisso a tagliotermico. Non essendo possibile valutare tutte le condizioni atmosferiche e meccaniche a cui è sottoposto quotidianamente un serramento, l’isolamento viene calcolato in via teorica. Nel tempo, esso non può essere garantito, poiché è impossibile riprodurre tramite test tutte le situazioni di impiego e utilizzo di un infisso.
Sappiamo bene che materiali quali legno, alluminio e pvc hanno dei gap negativi quando esposti ad acqua, sollecitazioni meccaniche e raggi UV.

IL PREZZO BASSO è un valore apprezzato e continuamente rincorso dagli intermediari.
Solo l’utente informato e con esperienza potrà valutare se l’investimento effettuato si è rivelato economico nel tempo.

LA BASSA MANUTENZIONE: se si utilizzano materiali teneri e fragili, tutti noi sappiamo - chi per esperienza personale e chi per deduzione - quali possono essere i costi da sostenere per mantenere nel tempo l’efficienza meccanica e l’estetica di porte e finestre.
Il serramento in acciaio vanta un collaudo indiscusso di più di trecento anni, poiché impiegato al posto del legno all’interno delle più grandi e maestose costruzioni (serre, gallerie, stazioni ferroviarie), permettendo così di superare quelli che fino ad allora erano stati i limiti architettonici.
Da tempo le nuove tecnologie di produzione dei tubi in acciaio di grosso spessore, permettono di costruire infissi che soddisfano le sopravenute esigenze di isolamento termico e acustico, alloggiamento di guarnizioni particolari antiallagamento, o ancora protezione antiproiettile e antiesplosione, con un’estetica moderna estremamente personalizzata ed in totale sicurezza.

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PROTEGGITI IN TRASPARENZA CON I PROFILI PALLADIO 20/10®

Solo i serramenti realizzati con profili in acciaio Palladio 20/10® garantiscono resistenza, indeformabilità e assenza di manutenzione nel tempo.
Tubi di 2 mm di spessore che permettono la realizzazione di porte e finestre con diverse tipologie di apertura, in Classe 5 di sicurezza antieffrazione - la più alta raggiungibile in serramentistica - con le migliori prestazioni ottenibili per permeabilità all’aria e resistenza al carico del vento, protezione antiallagamento, antiesplosione e antiproiettile.
Tutto questo, senza tralasciare la ricercata pulizia formale data dal design elegante e raffinato e dal minimo ingombro visivo dei telai.

Profilo blindato Palladio®: A prova di Kalashnikov.

Friday, December 7th, 2007

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In un’epoca in cui la sicurezza personale diviene condizione imprescindibile, specie in alcune aree particolarmente a rischio, per non parlare della protezione da eventi naturali incontrollabili - quali uragani, inondazioni e temporali di forte entità - che causano perdite umane e danni irreparabili, Palladio ha impiegato le proprie conoscenze in materia di serramentistica per creare una barriera efficace contro tutto questo.

Un serramento blindato che, sottoposto ad apposito test presso un laboratorio di certificazione tedesco, ha superato la prova di resistenza ad una delle armi più pericolose e potenti che esistano, il kalashnikov. Ispirandosi ai sistemi acciaio/vetro per la blindatura delle auto, l’azienda di San Biagio di Callalta ha progettato un profilo blindato a pioli saldati con anima balistica d’acciaio, da accoppiare ovviamente ad apposito vetro anti proiettile, che resiste ad una raffica di munizioni impedendo il passaggio delle schegge da una parte all’altra dell’infisso.
In sede di test di certificazione, posizionando il serramento ad una distanza di 20m dall’arma sono stati sparati più di 50 proiettili tipo NATO, corazzati in piombo e ottone, mirando ai punti critici di vetro e telaio. E’ pressoché impossibile - se non si assiste alla prova - rendersi conto della potenza con la quale tali raffiche di proiettili scuotono le superfici che incontrano, ed è fisicamente inattuabile che altri sistemi di blindatura creati con materiali diversi dall’acciaio - quali alluminio, pvc e legno, per esempio - possano funzionare come una barriera protettiva contro i proiettili, tanto più se si tratta di raffiche di proiettili con una simile potenza distruttiva: il telaio di acciaio saldato negli angoli, che sotto i colpi dell’arma da fuoco subisce degli scuotimenti e delle deformazioni impressionanti, resiste anche a raffiche di proiettili ripetute e prolungate nel tempo ed ha pertanto un’indispensabile funzione di sostegno del vetro. Materiali metallici come l’alluminio, decisamente molto più teneri dell’acciaio, non possono raggiungere una simile capacità di sostegno.
Spesso l’esigenza di protezione anti proiettile è accompagnata anche dalla richiesta di un adeguato isolamento termo-acustico. Al contrario di quanto accade con altri materiali, il sistema taglio termico Palladio viene applicato ad un profilo in acciaio che già di per sé assicura bassissimi valori di conducibilità termica, fino a 10 volte inferiori rispetto a quelli delle leghe di alluminio. Inoltre, il taglio termico a pioli saldati si rivela essere un ulteriore strumento di rinforzo del profilo, poiché grazie ad essi l’isolante è ben ancorato su entrambe le superfici, senza interrompere la continuità del profilo in acciaio che compone il sistema.
Tale profilo blindato, saldato e non semplicemente aggraffato, è stato inserito nel capitolato di importanti utenze a rischio, che per ovvi motivi di sicurezza non è possibile citare.
Inutile sottolineare che ai fini del mantenimento delle proprietà anti proiettile, e quindi del corretto funzionamento del sistema, sono assolutamente necessarie estrema correttezza e attenzione in ogni singola fase di lavorazione e installazione del serramento. Spesso sfugge che nei serramenti, come del resto in molte altre categorie di prodotto, eventuali malfunzionamenti non sono dovuti a difetti insiti nel sistema, bensì ad una inesperta costruzione e posa in opera dello stesso.

Test antieffrazione sui sistemi Palladio®

Friday, December 7th, 2007

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I test eseguiti dalla Palladio in collaborazione con Axer si sono svolti, nel periodo febbraio - marzo 2005 presso l’istituto Giordano di Belluria ( RN ), in ottemperanza a quanto previsto dalle normative UNI ENV 1627:2000, UNI ENV 1628:2000 e UNI ENV 1630:2000 ed hanno confermato che i serramenti realizzati con i Sistemi Palladio, ovviamente con un corretto montaggio e posa in opera, permettono di realizzare serramenti di sicurezza in classe 4 e 5 antieffrazione.
I TEST ANTI EFFRAZIONE SUI SISTEMI PALLADIO: classe 4 e 5

DESCRIZIONE DELLA PROVA IN CLASSE 4

1) Inizialmente il campione di prove è stato testato alla resistenza sotto CARICO STATICO secondo quanto previsto dalla normativa UNI ENV 1628:2000: attraverso l’ utilizzo di un pistone pneumatico sono stati applicati, in precisi punti del serramento, dei carichi che hanno raggiunto i 10 kN ( circa 1000 Kg ) e si sono misurate, attraverso una coppia di comparatori, le deformazioni impresse al serramento. I risultati ottenuti dal serramento sono ampiamente soddisfacenti: non solo rientrano ma superano sensibilmente quanto previsto dalla normativa confermando che l’utilizzo dell’acciaio è la scelta vincente in questo tipo di applicazioni: un carico di 10 kN ha determinato una deformazione massima di 3,29 mm ( limite massimo consentito 10 mm: ben il 67% in meno ).
2) La seconda prova prevista è quella di verifica di resistenza all’ATTACCO MANUALE: è il test in cui un operatore adeguatamente addestrato cerca di aprire il serramento, entro un certo lasso di tempo, utilizzando un certo set di attrezzi. Tra i diversi utensili a disposizione sicuramente spiccano il piede di porco da 710 mm, il martello da 1, 25 kg con scalpello e il trapano con relative punte in acciaio speciale.
Particolarmente interessante risulta la modalità di calcolo del tempo trascorso: la normativa prevede di considerare due diversi tempi. Il primo, denominato tempo di resistenza, è il tempo di attacco effettivo ovvero il tempo durante il quale l’operatore opera sul serramento: sono esclusi, in questo caso, tutti i tempi morti, come ad esempio, quello impiegato per cambiare l ‘utensile. L’operatore addetto al cronometro fa partire la misurazione nel momento in cui l’ utensile tocca il serramento e lo blocca non appena viene allontanato: un serramento è classificabile in classe 4 se il tempo di resistenza è superiore a 10 minuti. Il secondo tempo, detto tempo totale di prova, considera invece tutte le operazioni e comprende, oltre al tempo di resistenza, il tempo di riposo per l’ operatore, il tempo di cambio attrezzi e il tempo di osservazione: per la classe 4 è previsto un tempo massimo di 30 minuti.
Nella fase preliminare si procede allo studio del serramento attraverso un’analisi accurata per individuare, anche attraverso l’ ausilio dei disegni di progetto forniti dall’ azienda realizzatrice, i punti di maggiore debolezza e definire una strategia di attacco. Solo a questo punto si procede all’ attacco vero e proprio, agendo sulle quattro zone considerate “critiche” in un serramento: battuta lato serratura, battuta lato cerniere, area serratura e collegamento tra vetro e serramento.
I primi attacchi hanno interessato la battuta verticale lato serratura e lato cerniere: utilizzando martello con scalpello a taglio e piede di porco l’operatore ha cercato di incunearsi tra cassa e anta. A causa dell’ elevata resistenza fornita dai quattro millimetri di spessore della battuta in acciaio , della complanarità tra i profili e del ridotto gioco tra cassa ed anta il tentativo, durato oltre 10 minuti di attacco effettivo per parte, è risultato infine vano, provocando solo alcuni ridotti danni estetici e mantenendo invece assolutamente inalterata la funzionalità della finestra.

L’ attenzione dell’operatore si è spostata, a questo punto della prova, sulla cerniera: con l’ ausilio dei disegni di progetto e di un metro sono stati segnati l’ingombro e i punti di riferimento della cerniera. Utilizzando il martello e lo scalpello a tagliare su tali punti si è cercato di raggiungere il chiavistello centrale della serratura: a causa della robustezza del telaio in acciaio e degli adeguati rinforzi interni previsti a protezione della serratura il tentativo, durato anch’esso 10 minuti, è risultato ancora una volta vano.

Ultima prova di intrusione, che ha segnato un tempo di resistenza di 10 minuti e 25 secondi, ha riguardato l’ attacco della zona vetrata: attraverso l’ausilio di un martello, l’operatore ha frantumato il vetro nella zona adiacente il fermavetro cercando poi, attraverso un piede di porco, di toglierlo dalla propria sede. Anche in questo caso il tentativo si è rivelato inutile.
Al termine della fase preliminare si è constato che nessuno degli attacchi ha permesso di praticare un’ apertura sufficiente al passaggio di una persona: si è proceduti quindi all’ esecuzione della prova finale decidendo di tentare l’ attacco sulla zona apparentemente più debole del serramento ovvero nella giunzione tra vetro e fermavetro. Anche in questo caso, come nella prova preliminare, i danni subiti sono stati contenuti e limitati a solo 400 mm di battuta ( a fronte di una durata complessiva di prova di 15.45 minuti e di 10 minuti di resistenza).

DESCRIZIONE DELLA PROVA IN CLASSE 5

Per la classe massima di sicurezza anti effrazione, la Classe 5, la normativa UNI ENV 1627 prevede un procedimento analogo ma reso naturalmente ancora più severo con l’utilizzo di carichi maggiori e strumenti più agguerriti, e un prolungarsi del tempo a disposizione per tentare lo scasso.

1) La prova statica prevede addirittura 15 kN anziché 10 kN (circa 1500 kg): anche a questo carico, il telaio Palladio ha resistito egregiamente, deformandosi non oltre 5,38 mm a fronte di una deformazione massima accettata per legge di 10 mm.
2) Ma sono state le prove di attacco manuale a fornire interessantissimi risultati: il serramento è riuscito infatti a resistere per più di 10 minuti ad un tentativo di intrusione operato con un flessibile dotato di dischi da taglio per acciaio inossidabile. A disposizione altri attrezzi quantomeno “improbabili”, come la sega elettrica e il trapano elettrico. L’operatore, adeguatamente addestrato allo scopo, ha a disposizione 40 minuti anziché 30. Anche qui, gli viene dato accesso a tutti i disegni tecnici per studiare il serramento.
Dopo prolungati ma infruttuosi tentativi sul telaio, l’operatore è stato costretto ad attaccare il vetro, il quale ha ceduto, pur essendo a sua volta certificato in Classe 5, e compromesso così il risultato della prova.